Conto di risparmio e investimento: SIA, PIR ed Europa 2026
Il conto di risparmio e investimento (SIA) è sul tavolo del MEF. Come funziona il PIR nel 2026, cosa offre il resto d'Europa e perché DEGIRO non ne ha.

In Italia un conto di investimento con vantaggi fiscali esiste già da nove anni. È il PIR: se tieni ogni investimento per cinque anni, non paghi il 26 % su plusvalenze, dividendi e interessi. Il prezzo è un vincolo pesante, perché almeno il 70 % deve finire in aziende italiane.
Adesso sul tavolo del MEF c'è un'alternativa: un conto di risparmio e investimento (SIA) all'italiana, ispirato al modello svedese. Azioni, fondi ed ETF dell'Unione europea, un'imposta forfettaria agevolata al posto del 26 %, nessuna durata minima. Potrebbe entrare nella legge di bilancio per il 2027. Per ora non è legge.
Il resto d'Europa va in ordine sparso. La Germania apre il suo conto il 1° gennaio 2027, la Spagna ne ha creato uno il 30 settembre e l'ha perso due giorni dopo. E se investi con DEGIRO, nel tuo account non trovi né il conto tedesco, né l'ISK svedese, né il PEA francese.
Il PIR nel 2026: come funziona davvero
Il piano individuale di risparmio a lungo termine (PIR) esiste dal 2017. Non è un prodotto, è un contenitore fiscale: dentro metti strumenti finanziari e, se rispetti le regole, lo Stato rinuncia alla sua parte. La scheda della Banca d'Italia sui PIR cita fondi comuni, contratti assicurativi e gestioni patrimoniali come strumenti per costruirlo.
Le regole del PIR ordinario:
- Versamenti fino a 40.000 € l'anno e 200.000 € in totale.
- Un solo PIR a testa, riservato alle persone fisiche residenti in Italia, minorenni compresi.
- Dopo cinque anni di detenzione di ogni investimento, niente imposta del 26 % su plusvalenze, dividendi e interessi. Il piano è esente anche dall'imposta di successione.
- Almeno il 70 % in strumenti di società italiane, o di società UE con una stabile organizzazione in Italia. Di quel 70 %, almeno il 25 % fuori dal FTSE MIB e il 5 % fuori sia dal FTSE MIB sia dal FTSE Mid Cap.
- Massimo il 10 % in una singola società.
Su una plusvalenza di 10.000 € maturata in cinque anni, un conto ordinario ti toglie 2.600 €. Nel PIR restano a te.
Il vincolo dei cinque anni vale per ogni singolo investimento, non per il piano. Puoi vendere prima, ma per non perdere il beneficio devi reinvestire il ricavato in strumenti equivalenti entro 90 giorni. Sembra un dettaglio. Pesa parecchio quando hai anche un secondo conto.
Le regole disegnano un investimento preciso: aziende italiane, con una quota obbligatoria di società fuori dal FTSE MIB. È una scommessa sull'economia italiana fuori dalle blue chip, non una casa per un ETF mondiale.
Dove si compra? I PIR li vendono soprattutto banche e società di gestione del risparmio (SGR) italiane. Chi cerca «DEGIRO PIR» di solito vuole tenere tutto in un posto solo. Un indizio arriva dagli altri Paesi: lì DEGIRO non offre nessun conto con vantaggi fiscali, né l'ISK svedese, né il PEA francese, né l'Altersvorsorgedepot tedesco.
Cos'è un conto di risparmio e investimento (SIA) e cosa propone l'Italia
Un conto di risparmio e investimento (SIA, dall'inglese savings and investment account) è un conto titoli con un regime fiscale semplice. I rendimenti al suo interno sono esenti, tassati più tardi, oppure colpiti da un'imposta forfettaria annuale invece che vendita per vendita.
L'idea è diventata europea il 30 settembre 2025, quando la Commissione ha presentato il suo piano per i conti di risparmio e investimento, una raccomandazione agli Stati membri. Chiede a ogni Paese di offrirne uno, con accesso almeno ad azioni, obbligazioni e fondi UCITS, quindi anche agli ETF. Come esempi che funzionano indica l'ISK svedese e il PEA francese. Non è un obbligo: ogni governo decide se e come.
SIA Italia: cosa prevede la proposta presentata al MEF
Il 28 settembre 2026 Milano Finanza ha pubblicato i dettagli di un progetto di SIA italiano. Lo hanno portato al ministero dell'Economia AMF Italia, l'associazione degli intermediari dei mercati finanziari, il Centro Baffi dell'Università Bocconi ed Equita. Il disegno:
- azioni, fondi ed ETF di emittenti dell'Unione europea, più i fondi e gli ETF che investono in misura significativa in quei titoli
- un tetto ai versamenti annuali, di cui non è stato reso noto l'importo
- niente tassazione analitica di dividendi, interessi e plusvalenze, sostituita da un'imposta forfettaria agevolata
- nessun periodo minimo di detenzione e nessun tetto complessivo
Il modello dichiarato è l'ISK svedese. Oggi in Italia paghi il 26 % sui redditi da azioni e il 12,5 % su quelli dei titoli di Stato. L'aliquota del SIA non è stata indicata.
Il nodo è politico: la proposta può entrare nella prossima legge di bilancio se il governo troverà le coperture, cioè i soldi per compensare il gettito perso. Fino ad allora resta un progetto.
PIR e SIA a confronto
| PIR ordinario | SIA (proposta) | |
|---|---|---|
| Stato | In vigore dal 2017 | Proposta al MEF |
| Cosa puoi comprare | Almeno 70 % Italia | Azioni, fondi ed ETF UE |
| Versamento annuo | 40.000 € | Tetto non noto |
| Tetto complessivo | 200.000 € | Nessuno |
| Fiscalità | Esenzione dal 26 % dopo 5 anni | Imposta forfettaria agevolata |
| Durata minima | 5 anni per investimento | Nessuna |
Per chi investe in ETF la differenza è grande. Il confine passerebbe dall'Italia all'Unione europea e sparirebbe il blocco dei cinque anni. Un ETF sulle azioni dell'area euro ci starebbe dentro. Un ETF mondiale, dove l'Europa pesa poco, dipenderà da come verrà definito l'investimento «significativo» in titoli UE.
Conti di investimento con vantaggi fiscali in Europa: la mappa a ottobre 2026
| Paese | Conto | Stato | Vantaggio fiscale | Limite | Su DEGIRO? |
|---|---|---|---|---|---|
| Italia | PIR | Dal 2017 | Niente 26 % dopo 5 anni | 40.000 € l'anno, 200.000 € totali | Venduto soprattutto da banche e SGR |
| Italia | SIA | Proposta | Imposta forfettaria agevolata | Non noto | – |
| Svezia | ISK | Dal 2012 | Imposta sul valore, prime 300.000 corone esenti | Nessuno | No |
| Francia | PEA | Dal 1992 | Dopo 5 anni solo 18,6 % di contributi sociali | 150.000 € versati | No |
| Germania | Altersvorsorgedepot | Dal 1° gennaio 2027 | Contributo statale fino a 540 € l'anno | 6.840 € l'anno | No (sì da flatex, stesso gruppo) |
| Spagna | Cuenta Financia Europa | Abrogata il 2 ottobre 2026 | Era: primi 10.000 € di plusvalenze esenti | Era: 150.000 € | – |
| Portogallo | CIPI | Bozza | Da definire | Da definire | – |
| Paesi Bassi | Nessuno | Attende la riforma del Box 3 | – | – | – |
Le regole cambiano: usa questa tabella come una mappa e verifica i dettagli con un commercialista.
C'è anche un secondo livello. A giugno 2025 sette Paesi (Francia, Spagna, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Lussemburgo ed Estonia) hanno lanciato Finance Europe, un marchio volontario per i prodotti di risparmio che investono almeno il 70 % in attività europee, con un orizzonte di almeno cinque anni. L'Italia non è tra i fondatori. Tieni a mente quel 70 %: è lo stesso numero del PIR, con un confine più largo.
Svezia e Francia: i due modelli storici
L'ISK svedese è il conto che Bruxelles indica come esempio. Non paghi nulla quando vendi o incassi un dividendo, ma una piccola imposta annuale sul valore del conto: nel 2026 le prime 300.000 corone sono esenti, sopra si paga circa l'1,065 % del valore l'anno. Nessun tetto, nessun vincolo.
Il PEA francese esiste dal 1992 e accetta fino a 150.000 €. Dopo cinque anni le plusvalenze escono senza imposta sul reddito, ma restano i contributi sociali, saliti al 18,6 % nel 2026, contro il 31,4 % di un conto ordinario francese. Accetta solo azioni di società dell'UE o dello SEE, quindi niente Apple né Microsoft. DEGIRO non offre né l'uno né l'altro.
Germania: l'Altersvorsorgedepot, dal 2027
Dal 1° gennaio 2027 il nuovo conto sostituisce la pensione Riester. Lo Stato aggiunge 50 centesimi per ogni euro versato fino a 360 € l'anno, poi 25 centesimi per euro fino a 1.800 €, più 300 € l'anno per ogni figlio. Versi 1.800 € e lo Stato ne aggiunge 540: un rendimento del 30 % prima che il mercato si muova. Le plusvalenze si tassano solo quando ritiri i soldi in pensione.
Il 24 settembre 2026 flatexDEGIRO ha annunciato tre modelli di Altersvorsorgedepot, ma con il marchio flatex. DEGIRO, il broker transfrontaliero dello stesso gruppo, non lo offre. Tra i concorrenti che lo offriranno c'è Trade Republic. Il nostro confronto tra Trade Republic e DEGIRO (in inglese) mostra i costi di tutti i giorni.
Spagna: creato mercoledì, sparito venerdì
Il 30 settembre 2026 la Spagna ha introdotto la Cuenta Financia Europa dentro un decreto sulla casa: fino a 150.000 € di versamenti, azioni di società UE o SEE oppure fondi ed ETF con almeno il 70 % in attività europee, primi 10.000 € di plusvalenze esenti dopo cinque anni. Il 2 ottobre il Congresso ha negato la convalida del decreto, 178 voti contro 172, e il conto è caduto con le misure sulla casa. Nessuno ha perso soldi, perché il conto non era ancora in vendita.
Portogallo e Paesi Bassi: ancora in attesa
In Portogallo l'autorità di mercato CMVM ha inviato al governo la bozza di un conto chiamato CIPI, e serve comunque un voto in Parlamento. I Paesi Bassi hanno aderito a Finance Europe ma non avranno un conto prima della nuova Box 3, prevista per il 2028.
Perché DEGIRO non offre i conti agevolati degli altri Paesi
DEGIRO vende lo stesso prodotto in quasi tutta Europa con un'unica licenza bancaria tedesca. I conti fiscali nazionali richiedono un intermediario che gestisca la fiscalità di ogni singolo Paese e, a volte, un'autorizzazione locale. In Svezia sono le pagine di assistenza di DEGIRO a dire che non puoi aprire un ISK.
È il compromesso di un broker transfrontaliero: costi bassi e lo stesso conto ovunque, ma nessun contenitore fiscale locale. Il nostro dettaglio delle commissioni DEGIRO (in inglese) mostra il lato dei costi.
Per chi usa DEGIRO, quindi, l'esito realistico non è «sposto tutto». Sono due conti: un contenitore fiscale per la parte che rispetta le regole, e DEGIRO per il resto.
Il problema di cui nessuno parla: l'asset allocation si spezza in due
Rileggi le regole. PIR: 70 % Italia. PEA: solo UE e SEE. Finance Europe: 70 % europeo. Il SIA italiano, se passa: emittenti UE. Così il contenitore fiscale si riempie di titoli italiani o europei, mentre la parte globale, tecnologia americana ed ETF mondiali, resta su DEGIRO.
Un esempio. Hai 40.000 € in un PIR: 75 % azioni italiane, 25 % resto d'Europa. Hai 60.000 € su DEGIRO: 80 % Stati Uniti, 15 % resto d'Europa, 5 % Italia.
| Vista | Italia | Resto d'Europa | Stati Uniti |
|---|---|---|---|
| App del PIR | 75 % | 25 % | 0 % |
| App DEGIRO | 5 % | 15 % | 80 % |
| Il tuo portafoglio reale | 33 % | 19 % | 48 % |
Nessuna delle due app sbaglia. Nessuna ti mostra il portafoglio che possiedi davvero. Guardando DEGIRO ti senti all'80 % americano. In realtà un terzo di quello che hai investito sta in un solo Paese, che spesso è anche quello del tuo stipendio e della tua casa.
Poi c'è la regola dei 90 giorni. Se vendi nel PIR prima dei cinque anni e sposti i soldi su DEGIRO, perdi il vantaggio fiscale su quella quota. In pratica tra i due conti ribilanci con i nuovi versamenti, non con i trasferimenti. E per decidere dove mettere il prossimo versamento ti servono le percentuali del totale, non quelle di ciascun conto.
Lo stesso vale per il reddito. Le plusvalenze di un conto sono esenti, quelle dell'altro pagano il 26 %. I dividendi arrivano in due posti, e quelli americani sono già ridotti dalla ritenuta alla fonte degli Stati Uniti. La nostra guida alle ritenute sui dividendi in Europa (in inglese) spiega quanto trattiene ogni Paese, e il calcolatore di dividendi ti aiuta a stimare il flusso complessivo.
È il problema per cui abbiamo costruito il tracker di portafoglio DEGIRO di Zune.Money: importi il CSV di DEGIRO, aggiungi a mano le posizioni del PIR e vedi un'unica asset allocation, un unico rendimento e un unico calendario dei dividendi.
Come decidere in cinque passi
- Separa ciò che esiste da ciò che è annunciato. In Italia oggi c'è il PIR. Il SIA è una proposta.
- Controlla se la tua strategia rispetta le regole. Chi investe in un ETF globale ottiene poco da un PIR che vuole il 70 % in Italia. Il PIR ha senso se credi davvero nelle società italiane medie e piccole.
- Conta il vincolo. Cinque anni per ogni investimento, con la regola dei 90 giorni se vendi prima. I soldi che potrebbero servirti prima vanno altrove.
- Confronta i costi. Un secondo intermediario significa un secondo listino. Un caso ipotetico: se il PIR ti costa un punto percentuale l'anno in più su 20.000 €, in cinque anni paghi circa 1.000 € di costi extra. Con una plusvalenza di 4.000 €, il risparmio d'imposta è di 1.040 €. Il vantaggio quasi sparisce.
- Decidi come seguirai i due conti. Prima di aprire il secondo, scegli dove vedrai il totale. Un foglio Excel regge qualche mese, ma raramente sopravvive alla prima stagione dei dividendi. La guida su come tenere traccia di un portafoglio DEGIRO nel 2026 (in inglese) mostra il metodo.
Cosa tenere d'occhio nei prossimi mesi
La legge di bilancio per il 2027 dirà se il SIA ha trovato le coperture. In Germania i fornitori pubblicheranno le condizioni definitive prima del lancio di gennaio, e la Spagna dovrà decidere se riproporre il suo conto senza un decreto sulla casa attaccato.
Se hai già due conti, o stai per aprirli, importa il CSV di DEGIRO in Zune.Money e guarda il portafoglio combinato. Bastano pochi minuti e il piano gratuito è sufficiente.
Questo articolo spiega le regole in termini generali e non è una consulenza fiscale. Per il tuo caso specifico, soprattutto prima di aprire o chiudere un PIR, parla con un commercialista.
Domande frequenti
Cos'è il conto di risparmio e investimento (SIA)?
È un conto titoli con un regime fiscale semplificato: rendimenti esenti, tassati più tardi o soggetti a un'imposta forfettaria. La Commissione europea ha raccomandato a ogni Stato membro di offrirne uno il 30 settembre 2025, senza obbligo. In Italia esiste solo una proposta, presentata al MEF a settembre 2026, che non è ancora legge.
Il SIA sostituirà il PIR?
Non si sa. La proposta presentata al MEF descrive un conto nuovo, con regole diverse: emittenti UE al posto del vincolo Italia, nessuna durata minima, un'imposta forfettaria invece dell'esenzione dopo cinque anni. Nulla di quanto pubblicato indica che il PIR verrebbe abolito. Finché non c'è una legge, il PIR resta in vigore con le regole attuali.
Cosa succede se vendo un investimento del PIR prima di cinque anni?
Puoi farlo, ma per mantenere l'esenzione devi reinvestire il ricavato in strumenti finanziari equivalenti entro 90 giorni. Se non lo fai, perdi l'agevolazione su quella parte e paghi le imposte ordinarie, il 26 % sui redditi azionari. Il vincolo dei cinque anni vale per ogni singolo investimento, non per il piano intero.
Posso avere un PIR in banca e un conto su DEGIRO?
Sì. Il limite è un solo PIR a persona, non un solo conto titoli. Puoi usare il PIR per la quota in aziende italiane e DEGIRO per ETF globali e azioni americane. Il costo nascosto è il controllo: nessuna delle due app ti mostra il portafoglio complessivo, quindi l'asset allocation reale devi ricostruirla tu.
Posso aprire un conto agevolato di un altro Paese, come il PEA o l'ISK svedese?
Di solito no. Questi conti sono legati alla residenza fiscale: il PEA è per chi risiede fiscalmente in Francia, l'ISK per chi paga le tasse in Svezia, il PIR per le persone fisiche residenti in Italia. Se ti trasferisci all'estero, verifica prima cosa succede al conto, perché il vantaggio fiscale spesso finisce o cambia.